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TERZO.

mio istromento, et lo assetto, over acconcio fissamente in qualche cosa stabile talmente che lo perpendicolo .e o. cada precisamente sopra il lato .e g. del quadrato, cioe sopra la linea .e g d. et poi lo alzo over abbasso, talmente che per li forami .m n. veda il ponto .c. fatto questo, misuro diligentemente quanto è dal mio occhio, over dal forame .n. perpendicolarmente in terra (cioè quanto è la linea .n a.) et similmente misuro quanto è dal ponto c perpendicolarmente a terra (cioè quanto è la linea .c b. et se trovo che la detta linea .c b. sia eguale alla linea .n a. et che il detto piano se distenda dalla banda destra, et dalla sinistra secondo l’ordine della linea .a b. diro che il detto piano .a b. sara perfetto piano, perche la linea .a b. che andasse per quello (per la trigesimaterza del primo di Euclide) sara equidistante alla linea .n c. che andasse per il piano de lorizonte, consequentemente il detto piano donde andasse la detta linea .a b. sara equidistante (per la decimaquarta del .11. di Euclide) al pian del orizonte, ma se la linea .c b. sara maggiore della linea .n a. diro che il detto piano terreo sara piu basso verso .b. che verso .a. et è converso, se la linea .c b. sara minore della linea .n a. diro che il detto piano terreo sara più alto verso .b. che verso .a. et con lo medemo ordine procedero dalla banda destra, et dalla sinistra volendomene certificare se circum circa se istende secondo la detta linea .a b. che è il proposito.

Propositione. VIII.

Voglio investigare l’altezza de una cosa apparente, alla qual si posci andare alla basa, over fondamento di quella, et tutto a un tempo voglio comprehendere la distantia ypothumissale, over diametrale di tal altezza.
S

Ia l’altezza .a b. della cosa apparente .a. ellevata, et costituta sopra il piano terreo .b d. talmente che si poscia andare alla basa, over fondamento di quella (cioè al ponto .b.) Dico che voglio investigare la detta altezza .a b. et tutto a un tempo voglio comprehendere la distantia ypothnmissale, over diametrale di tal altezza. Piglio il mio istromento, et affisso quello in qualche cosa stabile, et livello. il piano .b d. et vedo si glie perfetto piano (procedendo, come nella passata fu fatto) et se lo trovo perfetto piano mi apposto un ponto in la detta cosa apparente qual sia la vertice .a. et quella cerco de vedere per li dui forami .n m. del mio istromento, et mi vado tirando tanto in drio, over avanti che il perpendicolo cada sopra la linea della ombra media, cioè sopra il diametro del quadro come di sotto appar in figura, fatto questo misuro il spacio che è dal ponto dove cade la perpendicolar del mio occhio fina alla basa de tal altezza (cioè quanto è dal ponto c .al ponto .b.) et a quella quantità gli agiongo la perpendicolare, che è dal mio occhio a terra (cioè la quantita .e c.) e tanto quanto sara questa suma tanto sara anchora l’altezza .a b. Essempi gratia, se il spacio .c b. fusse passa .353. et che dal occhio mio a terra (cioè dal ponto .e. al ponto .c. fusse passa dui