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Pagina:In Valmalenco - Noli Giuseppe, 1907.djvu/32


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tre, per ironia maggiore, pareva che la cima, ad ogni nostro sforzo per avvicinarla, si allontanasse.

Non ne potevo più, camminavo da sette ore e l’ultima parte della strada m’aveva terribilmente stancato. Quando, in alto, fra le roccie e la poca erba apparve il tronco rozzo della croce, sentii un sollievo indefinibile e corsi su, anelante, quasi spinto dalla smania di precipitarmi fra le braccia di un amico, che m’attendesse da tempo.

Non guardai e non vidi nulla di quello che mi circondava; feci i pochi passi che mi separavano dalle baite per forza d’inerzia ed entrai. Pareva che Omio ci aspettasse, perchè scodellò allora allora una fumante polenta cucinata alla bergamasca.

Io l’inghiottii quasi senza sentirla nella bocca, poichè la sfinitezza era entrata anche nei nervi mascellari e i miei poveri denti non sapevano masticar più.


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