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Pagina:In Valmalenco - Noli Giuseppe, 1907.djvu/283


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sinonimi ed è forse per loro che l’Engadina si trasforma in una maga, afferra il visitatore e l’affascina e lo domina. Però, tinche egli è nel suo intero conspecto l’anima sua non può ricordare la storia, l’anima sua non può sognare il futuro.

* * *

A notte, quando la luna lumeggiò placida, salii al piccolo cimitero dove riposa Segantini.

Sulla fossa, distribuiti da non so chi, c’erano a manelle i fior d’Engadina.

Vidi, sotto il raggio lunare, gli anemoni gialli, le genziane azzurre e i rododendri scarlatti; vidi anche le soldanelle flessibili e i fior di stella bianchi: in mezzo c’era un gran ramo di pino.

Io rimasi sul margine erboso; il bosco, al di là del muricciolo, taceva, la convalle non aveva che il fioco brusir dell’Inn e dell’Orbegna: per tutta la montagna era un silenzio immenso.

E mi parve che in quel silenzio, dalla fossa profumata, in mezzo al biancor del paesaggio, si levasse una forma nuda, bellissima: la statua di Leonardo Bistolfi che riproduce l’opera e l’anima di Segantini.

La vidi candida, perfetta, uscir dal suo macigno e adergersi, trasfigurata, dentro la luce bianca e nella quiete solenne.


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