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dopo tanti secoli restituita dalle tenebre alla luce questa moneta cotanto rara e creduta finora siccome l’araba fenice! Non ebbe forse a gioire tanto Cicerone nel rinvenire la tomba di Archimede1, quanto noi in tal inaspettato rincontro.

Sulle prime esitammo di pubblicare sì importante moneta, perchè giudicammo più acconcio ed opportuno l’annunziarla e darne adeguatamente contezza in un nuovo lavoro istorico-patrio che stavamo via via ordinando, il quale non tarderà quanto prima di veder la luce per le stampe. Ma ora avendo noi risaputo, che certa voce ne correva in mezzo al pubblico, abbiam voluto, senza più indugiare, così antivenire con questa scrittura ogni altro annunzio, che fosse maggiore o minore del vero. Confidiamo per altro che questa pubblicazione sia per riuscir grata a chiunque ha gusto per la numismatica, ed amore per le italiche ricordanze.

  1. Cicer., Tusculan., lib. V, cap. 23.