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nel bosco di soveri, che ancor gli sembrava di udir distintamente.

Si allontanò dalla finestra, e spogliandosi degli abiti da campagna estrasse dalla tasca della giacca il grosso revolver Warnant, di cui andava sempre munito. E lo tenne in mano un momento, guardandolo con gli occhi socchiusi. L’ombra delle lunghe ciglia bionde gli calava sulle guance un po’ dimagrite, e a poco a poco quell’ombra parve stenderglisi per tutto il viso. Il manico acciaiato e la canna del revolver avevano un riflesso freddo e livido; molte volte Bandi, osservando tristemente la sua arma, aveva provato una sottile sensazione di freddo e di terrore a quel riflesso; ma questa volta rimaneva quasi indifferente.

Vedeva sempre il pallido volto d’Elena sorridere con dolore e sentiva il grido acuto della gazza solitaria; a un certo punto gli sembrò che le due sensazioni si fondessero in una sola, in una voce che gli saliva dal profondo dell’essere, gridando:

— Rinnovarsi o morire!

Per ridonare la pace, il decoro e la serenità alla famiglia, bisognava ch’egli si rinnovasse, risorgendo ad una vita novella, ritornando in pace con la moglie, rendendola buona e felice, lavorando, sradicando dalla sua carne, dal suo sangue, dall’anima sua ogni vizio ed ogni viltà.

O altrimenti morire; perchè vivendo così la