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perchè le cambiasse di posto. Erano vestite a festa, e ci stavano così volentieri che quelli della loro famiglia dovevano tirarle via per le braccia.

Lì accanto, un giovane con i baffi biondi e le basette lunghe, vendeva le aringhe di un barilotto da dove le prendeva con la punta di uno stecco.

Da Siena venivano le frotte dei contadini che erano stati a mangiare nelle bettole, urtandosi, gridando e burlando qualcuno che aveva bevuto troppo e barcollava. Alcuni s’erano fatti accompagnare, per la prima volta, a trovare le ragazze; in un vicolo immondo come un moscaio.

A quelli che stavano chi sa perchè immobili, guardando sempre la stessa cosa, magari la ruota o la punta di una coda, il sole faceva storcere il viso e aprire la bocca. Erano persone che stavano lì, insieme, accanto, da ore e ore, e non s’erano mai detto né meno una parola; guardando soltanto quando uno di loro gridava a un bove che stesse fermo o smettesse di grattarsi. Il sudore rigava giù il viso acceso come se bruciasse.


I mercanti più conosciuti giravano dove c’erano le paia più belle, portando i bastoni agganciati a una spalla o al collo.

Picciòlo si trovò un poco perso; ma sapeva che un suo conoscente doveva aver