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d’aspettazione e d’incertezza, un’ansia indescrivibile gli agitava tutte le membra, simile nell’intensità al raccapriccio d’un uomo bendato che sia sotto la minaccia d’un suggello di fuoco. Quando in fine le labbra lo toccavano, frenava a stento un grido. E la tortura di quel minuto gli piaceva; poichè non di rado la sofferenza fisica nell’amore attrae più della blandizia. Elena anche, per quel singolare spirito imitativo che spinge gli amanti a rendere esattamente una carezza, voleva provare.

― Mi sembra ― diceva ad occhi chiusi ― che tutti i pori della mia pelle sieno come un milione di piccole bocche anelanti alla tua, spasimanti per essere elette, invidiose l’una dell’altra...

Egli allora, per equità, si metteva a coprirla di baci rapidi e fitti, trascorrendo tutto il bel corpo, non lasciando intatto alcun minimo spazio, non allentando la sua opera mai. Ella rideva, felice, sentendosi cingere come d’una veste invisibile; rideva e gemeva, folle, sentendo la furia di lui imperversare; rideva e piangeva, perduta, non potendo più reggere al divorante ardore. Poi, con uno sforzo repentino, faceva prigione il collo di lui fra le sue braccia, l’allacciava con i suoi capelli, lo teneva, tutto palpitante, simile a una preda. Egli, stanco, era contento di cedere e di rimaner così preso in quei vincoli. Guardandolo, ella esclamava:

― Come sei giovine! Come sei giovine!

La giovinezza in lui, contro tutte le corruzioni, contro tutte le dispersioni, resisteva, persisteva, a somiglianza d’un metallo inalterabile, d’un aro-