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nuovi personaggi e incidenti. 213

sonante, e che formava il diletto del rispettabile pubblico di Taggia. Nel dire quest’ultima asserzione, ci serviamo di una frase piuttosto iperbolica, copiata letteralmente dall’avviso manoscritto affisso alle quattro cantonate del Pantano. Se esponessimo i fatti nella loro genuina nudità storica, avremmo a dire che, non andando al Teatro nessuno, la Compagnia di cui parliamo non formava il diletto o l’orrore di nessuno; e dichiariamo pur francamente che l’onorevole Corpo drammatico moriva bona fine di fame: prospettiva poco gioconda, per cui il povero impresario, a digiuno di ogni cibo, se ne stava in atto piuttosto abbattuto appoggiandosi contro una colonna di pietra, ruminando il come e il quando fosse per lui probabile di trovar da pranzo. Scosso dalle sue meste riflessioni per la venuta dei forestieri, Orlando Pistacchini si cavò languidamente il cappello, speculò un momento su quello che avessero potuto mangiare per colazione; e ricadde tosto nella sua meditazione penosa. Ma quando la fama colle sue cento trombe, o per parlar meno poeticamente e con più verità, quando un ebanista alto e con bei capelli ebbe sparso per largo e per lungo la notizia che i due compagni del dottor Antonio erano il Milordo inglese di Bordighera e sua figlia, di passaggio per Lampedusa, ove avevano a fermarsi un pajo di giorni; — quando l’Impresario, diciam noi, sentì ciò, un improvviso lampo di luce gli rivelò una successione infinita di colazioni e di pranzi; corse a casa precipitoso, e, sedutosi a tavolino, scrisse quel che segue:

«Illustrissimo Milordo,

«Quando un amico e protettore delle belle arti del vostro grado e generosità, viene a portata di umili, ma sinceri seguaci e cultori di Melpomene e di Talia, quali noi professiamo di essere; noi saremmo indegni di questo nome di artisti, del quale ci pregiamo, se non offrissimo con rispetto al nobile rappresentante dell’Arte e della Gran Bretagna, quella pubblica testimonianza di rispettosa simpatia e deferenza che è in nostro potere di offrire. Per ciò, la Drammatica Compagnia Pistacchini sta facendo preparativi per una straordinaria rappresentazione nella sera di domani, 22 giugno, consistente nell’atto quinto della famosa Tragedia

ARISTODEMO

seguita dalla divertentissima commedia

L’AJO NELL’IMBARAZZO