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Il diavolo tentatore 127

volo di rado si valeva di argomenti esteriori, che potessero fare impressione sui sensi, ma si giovava, d’ordinario, della pericolosa facoltà ch’egli ha di sommuovere gli animi umani e d’influirvi in vario modo. Nè quelle erano, come può bene immaginarsi, le sole tentazioni che egli, in grazia di quella sua facoltà, potesse esercitare. Dato che la volontà non patisca violenza da lui, tutte le altre potenze dell’anima umana soggiacciono al suo influsso, e questo influsso si risolve in un lavoro di tentazione continua. Ed anche qui le Vite dei santi abbondano di esempii e di prove. Sullo specchio dell’anima egli faceva passar l’ombre che più gli piacevano, e nella viva sostanza di lei spargeva a larga mano i più svariati fermenti. Suscitava fantasmi fascinatori, evocava ricordi pungenti, acuiva desideri, sollevava dubbii, incuteva terrori, fomentava inquietudini dolorose e profonde, promoveva quell’intimo e generale turbamento dello spirito entro a cui si forma e si addensa il peccato come si forma e si addensa la nube negli avvolgimenti della bufera.