Pagina:Il crepuscolo degli idoli.djvu/75


FEDERICO NIETZSCHE

abisso tra essi e la passione. Non sono che i degenerati che trovano i mezzi radicali indispensabili; la debolezza della volontà, per parlare esattamente, la incapacità di non reagire affatto contro una seduzione non è essa stessa che un’altra forma della degenerazione. L’inimicizia radicale, l’odio a morte contro la sensualità è un sintomo grave: si ha il diritto di fare delle supposizioni sullo stato generale di un essere talmente eccessivo. — Questa inimicizia ed odio raggiungono d’altronde il loro colmo quando simili nature non possiedono più abbastanza fermezza, neanche per le cure radicali, neanche per la rinunzia al «demone». Si percorra tutta la storia dei preti e dei filosofi, compresavi quella degli artisti: non sono gli impotenti, non gli asceti che dirigono le loro frecce avvelenate contro i sensi, sono gli asceti impossibili, quelli che avrebbero avuto bisogno di essere degli asceti...


3.


La spiritualizzazione della sensualità si chiama amore: essa è un grande trionfo sul cristianesimo. L’avversione è un altro trionfo della nostra spiritualizzazione. Essa consiste nel comprendere profondamente l’interesse che vi è nell’avere dei nemici: in breve, nell’agire e nel concludere inversamente da come si agiva e concludeva un tempo. La Chiesa ha sempre voluto l’annientamento dei suoi nemici: noialtri, immoralisti ed anticristiani, noi vediamo un van-

76 —