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FEDERICO NIETZSCHE

niamo, esclamano essi gioiosamente, è la sensualità! I sensi, i quali d’altra parte sono talmente immorali... i sensi ci ingannano sul vero mondo. Morale: staccarsi dall’illusione dei sensi, dal divenire, dalla storia, dalla menzogna, — la storia non è che la fede nei sensi, la fede nella menzogna. Morale: negare tutto ciò che aggiunge fede ai sensi, tutto il resto dell’umanità: tutto ciò fa parte del «popolo». Essere filosofo, essere mummia, rappresentare il monotono-teismo con una mimica da becchini! — E perisca innanzitutto il corpo, questa pietosa idée fixe dei sensi! il corpo raggiunto da tutti i difetti della logica, confutato, impossibile anche, benchè sia assai impertinente per comportarsi come se fosse reale!»...

2.

Io metto in disparte con profondo rispetto il nome di Eraclito. Se la folla degli altri filosofi rifiutava la testimonianza dei sensi perchè i sensi sono molteplici e variabili, egli ne rifiutava la testimonianza perchè essi presentano le cose come se esse avessero durata ed unità. — Eraclito, lui pure, fece torto ai sensi. Questi ultimi non mentono nè alla maniera che immaginano gli Eleati, nè come se lo figurava lui, — in generale essi non mentono. È ciò che noi facciamo della loro testimonianza che vi mette la menzogna, per esempio la menzogna dell’unità, la menzogna della realtà, della sostanza, della durata... Se noi falsiamo la testimonianza dei sensi, è la «ragio-

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