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conveniente aggiungere, come nessuno de’ nostri mercanti, che usano al mercato di Barberino, avesse avuto o cholerosi in famiglia, o contatti sospetti. Il giorno 12 ammalava pure un Antonio Vignolini, ch’era sceso da Monte Carelli, quattro miglia lontano da Barberino, per assistere il padre, e ne avea lavate le biancherie.

Sfogata cosi la sua prima ira in coteste due case, per ritornarvi ne’ giorni appresso a colpirvi nell’una un figlio della Mocali d’anni 12 (14 Dicembre) nell’altra una Carpini (20 detto), il cholera nello stesso giorno 13 assalì una Calamini serva in casa de’ Signori Brunetti, donna d’anni 64, debole e malsana, soggetta da qualche giorno a diarrea. La relazione dice al solito di questa, che avea confabulato con persone de’ due noti casamenti, l’uno attiguo e l’altro di faccia, ed avea veduto morti di cholera: io seppi poi da’ Signori Brunetti medesimi, che ne era rimasta spaventata straordinariamente. Il 14 ammalava un Mugelli d’anni 48, lavorante nella detta casa Brunetti, che avea assistito la Calamini; e di questo dicesi, che andava soggetto a coliche frequenti e a flussi diarroici, aumentatisi negli ultimi giorni.

Era la sera dello stesso giorno, e il cbolera passato il ponte della Stura, andava a stabilirsi nella fila di case appartenenti alla cura di Vigesimo. Ivi ammalò gravissimamente una Alessandra Borsoni ne’ Messeri, che avea assistito, sebbene presa da violenta paura, la madre Eufrosina morta il giorno avanti. Pietosamente un cognato della inferma ricovrava nella sua casa posta all’altro estremo del borgo la famiglia di questa infelice.

Poldino Messeri di 4 anni era il più gajo robusto e sano bambino che fosse mai, era la gioja l’orgoglio l’affetto