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LIBRO PRIMO 22

& dato una forte lettione al suo frigione, ch’egli glie ne dà un’altra quel dì medesimo, & ben spesso con altra briglia, se se ne va di bocca poi suo danno adunque, & danno di ciascuno che così faccia, & non biasimo del cavallerizzo, al quale come è perito nell’arte sua devriano credere, & non persuadersi di fare quel che non sanno, & che da cavalcatori ignoranti sono consigliati. Hor i cavalli Barbari sono quelli, che d’Affrica vengano delli quali non accade ch’io hora vi dichi altro, havendone di sopra detto assai ne i cavalli Numidi, Masilij Libici, & Africani, tra quali ancora si raccogliono i moreschi. E’ ben vero che in Italia ve ne sono alcune razze, tra le quali quella de’ barbari di Mantua è la più eccellente, che sia, & da essa escono barbari molto eccellenti, & belli, li quali sono alquanto maggiori di quelli di Tunisi, & delli Africani, sono di bono, & raro intelletto, leggieri presti, atti al maneggio, di bon animo, & di velocità grandissima. Et ancora che paiano delicati, sono di honeste forze, & resisteno alle fatiche. De’ cavalli Turchi che vengono dalla Grecia, & Turchia à bastanza se ne è parlato di sopra, quando si è detto de’ cavalli Greci. Et à quello, che di sopra è detto si pò aggiungere, che sono generalmente di più corpo, & men vaghi de’ barbari, & moreschi, ma di maggior forze, & più nerbosi assai. Perilche sono molto atti alle fatiche, & alle guerre anco che non siano di bona bocca. Ma sariano molto docili ai maneggi di Italia, se non fusse la lunga consuetudine della libertà appresa in quei paesi, dove non curano de’ maneggi, ne di fermezza, ne di trattargli, & scioglierli nelle spalle, & gambe. Onde per lo più alzano poco i piedi da terra, ne hanno spalleggiar che vaglia, ne sanno parare & rattenersi nel corso su le anche, come si deve, ma se ne vanno più di quello, che il dovere comporta à parare alti di testa, col muso in fora, & sulle spalle, & à ridurle ci vol del bono, del tempo, & della fatica assai, ma si riducono però bene, se si gli ha patientia, & che se gli insegnano tutti gli ordini con destrezza piacevolmente, & piano. In Italia principalmente sono stimati molto i cavalli del regno di Napoli. Dove nascono corsieri bellissimi, & bonissimi ginetti, & infiniti cavalli da due selle, li quali tutti sono assai belli, & boni per l’uso della guerra, & dei maneggi, et d’ogni servitio, che à cavalliero convenga. E tra questi il Regno migliori sono i Calavresi, benche i Pugliesi siano anch’essi boni. Ambi di bona, & di gran statura, di bone forze, animosi, di bon intelletto, & attissimi alla guerra, & massime per homini d’armi, & resisteno molto alle fatiche, & à gli incommodi & disaggi. E’ ben vero che più tempo si gli richiederà fargli, che non si richiede à gl’altri d’Italia. Et questi meglio si conoschino à i marchi, che ad altro signale, quando però i marchi non siano falsificati i quali e le differentie delle tante razze del Regno, sarebbe lung’opra, & difficile à discrivere hora, & l’uso continuo, & cognitione, che se n’ha, pò fare che si presupponga questa cosa notoria. Et similmente distinguer le razze