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DEL CAVALLARIZZO

Cap. 9. Della natura de' cavalli secondo i paesi.


Ancor che molti siano d’opinione, che ogni paese generi boni cavalli, & che la bontà loro più presto si causi dall’essercitio & maestria di bon cavallerizzo, & cavalliero, che del paese. Io però credo con molti boni auttori, che tutte le regioni habbino certe cose, & qualità proprie, & ne gl’homini, & ne’ cavalli, & in ogni altra cosa. Le quali sono sì proprie à questa regione, che in modo veruno si conveniranno, ne à quella, ne à quell’altra; & credo che la temperatura diversa di paesi, & luoghi, & l’ambito dell’aere variamente dal sole & più, & meno riscaldato, & dal freddo, & caldo, humido, & secco alterato, faccino non solo diversa postura, proportione, pelame, & corpo al cavallo, & all’homo, ma secondo questi instrumenti diverse attitudini ancora e pensieri, fantasie, & costumi come si vede per dar essempio, che gli Alani populi di Schitia non mangiano pane, ma si nodriscano di carne sempre, & sono pugnacissimi. Gli Androgini in Affrica sono dell’una & l’altra natura vicibus inter se cocuntibus, liquali hanno la mammella destra virile, & la stanca di femina. Gli Antropofagi populi di Schitia mangiano carne humana, & bevono dell’ossa delle teste de gl’homini morti. Gli Arinfei, che habitano apresso à i monti Rifei sono populi di giustitia, & di equità osservatissimi, & viveno tra loro con maravigliosa tranquillità d’animo, per case hanno arbori, & per allimento bacche, sono di naso sciemo, & di gran mento. Gli Egittij furono peritissimi nelle cose divine, da’ quali i Greci ingegnosissimi cavorno tutte le discipline, le lor femine alcuna volta partorivano setti figlioli, sementano ogni mese non havendo paura d’imbri, ne di grandini nell’estate per haver sempre primavera. Si che per non star più su quello, che sarebbe troppo lunga materia saria cosa molto bona parlare della qualità de’ paesi, & de’ cavalli, che escono da quelli. Ma perche questo è quasi impossibile, over difficil molto, poi che la deversità della religione, & il poco comertio tra le nationi che è, hoggi non lo comporta, ne si pò saper in questi tempi veramente il proprio paese di molti cavalli stranieri, anzi della più parte per chiamarsi sotto nome di Turco quasi ogni cavallo, che venghi da luoghi sotto posti à Turchi, i quali della maggior parte del mondo sono patroni; & in Italia per i segni & marche, & per la esperienza, & la stessa mutatione delle razze, che mutan patroni ò ministri, che le governano ò peggio ò meglio fanno più diversità, che la qualità dei luoghi, & per molt’altre ragioni, che sarebbe lungo à dirle tutte. Io non dirò se non generalmente de’ paesi, & nomi de’ cavalli, che hoggi sono in uso, & in pregio, & specialmente nella nostra Italia. Ma prima non voglio mancar di dire d’alcune sorti che appresso à gl’antichi