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DEL CAVALLARIZZO

le vi aviarete al corso, per quella strada che prima gl’havete mostrata: & innanzi che vi accostate alla corda dove si danno à cavalli le smosse, li untarete i nervi delle gambe, sotto il ventre il membro, & i genitali di olio bonissimo. Et vedrete se lo potete far stallare ò vodare; & dipoi lo avicinarete alla corda con il ragazzino sopra, il quale prima lo havrete fatto essercitare sopr’esso cavallo, per sei, ò otto volte, & sopra altri cavalli ancora, havendoli insegnato molto bene la carriera del corso, così anco al cavallo, & datoli tutti quelli raccordi necessarij che à questo fare convengano, li quali non accade ch’io hora esplichi da che ogni buon imbarbarescadore li sa benissimo. Finito di correre devesi il cavallo coprire al solito, & accarezzare, & tornando à casa governare secondo il consueto, facendolo però prima caricare di bonissima linosa, & passeggiar una gross’hora, & stallare. Questo medesimo governo si richiede ad ogni sorte di cavallo da correr palij, eccetto che secondo le nature, & qualità loro si deve alterare con il più & con il meno, & con haverli più & manco rispetto. I governatori di sì fatti cavalli, vogliono essere discreti, soleciti, amorevoli, prattichi, & intelligenti di tal mestiere. I ragazzi che gl’hanno à correre vogliono essere piccioli, asciutti, nervosi, destri, & animosi, di buon intelletto & memoria, & innamorati di tal mestiere. Et questo basti.


Cap. 53. Del castigo per cavallo restio, che se inalbora, & sia calcitroso.


Se'l cavallo fosse ramingo, di poco animo, e perciò andasse con due cori, & volontà, di sorte che dimostrasse di non voler andare, non havendo l’animo schietto, & sincero, come si conviene, il che è principio, & inditio grande di restio; all’uno, & all’altro si deve usare castigo gagliardo di voce; & molto più al restio: il quale è quello, che ricusa del tutto il voler andare innanzi: & ben spesso si ritira indietro; accompagnarete però le voci terribili, con tutti gl’altri castighi à questo convenienti: cioè le gran bachettate nel corpo, & spalle del cavallo. Ma nella testa à me non piace che se li dia, & massime nel procomio, che è trall’un’orecchia, e l’altra; perciò che ivi è una commissura, la qual percossa facilmente si potrebbe allargare, & far di subito morire il cavallo. Ne mi piace anco, che nel resto del capo sia percosso, perche si potrebbe facilmente affrontare l’occhio, oltre che distona assai, & lo invilisce alla bachetta, & alla spada; di modo, che dipoi veggendola n’ha paura, & move il capo. All’aiuto di bachettone, over di nervo, che in questo caso saria ottimo per non rompersi, & inceder molto, & far gran male, aggiunto anco à questo insieme quello degli sproni. Ma se ciò non bastasse, si pò far stare due homini à piedi, che s’intendino del mestiere, e con due pertiche in mano, nelle cime delle quali siano le groppelle, à guisa di quelle delle lancie, che pungeno