Pagina:Il cavallarizzo.djvu/119


DEL CAVALLARIZZO

& farli ad un bisogno di man sua, & saper mettere ferri anco a’ cavalli, quando occorresse. Deve saper leggere & scrivere, & cavalcare & imbrigliare & se ben non compitamente almeno che non ne sia del tutto ignorante. Perche la perfetione del cavalcare, e del frenare è cosa propria, & peculiare del cavallarizzo. All’arte del quale quella del maestro di stalla, de’ cavalcatori de’ marescalchi, de’ sellari e de’ morsari è sottoposta & ordinata. Questo è quanto brevemente havemo voluto dire del mastro di stalla. Veniamo a cavalcatori. Questi deveno cavalcare in bardella & in sella quei cavalli, che à lor consegna il cavallarizzo, & nel modo che à lui pare. Deveno anco vederli spesso & esserne gelosi, & quando vedeno che lor manchi alcuna cosa avertir il mastro di stalla, che gli proveda. Il quale non provedendogli hanno à dirlo al cavallarizzo. Non deveno eccedere il numero d’otto cavalli per cavalcatore. Deveno anch’essi essere ben composti, e d’animo, e di corpo. Solleciti, & discreti, Vanagloriosi senza invidia, di poche parole, riverenti; non biastematori ne giocatori, ma fideli, & sinceri. Se sapranno anch’essi leggere & scrivere sarà meglio. Perche con le altre conditioni insieme potranno ascendere a maggior grado. Et potranno piu facilmente farsi rispettare & amare da ciascuno. Et così il maestro di stalla come i cavalcatori deveno essere ben trattati, non mancandoseli del suo devere, si nel mangiare & bere, come nel salario. Così anco nel lor grado deveno essere trattati i garzoni di stalla & baccalarij. Officio de’ quali è andar per tutte quelle cose quottidianamente necessarie alla stalla. La quale deveno spazzare, & tener netta. Appicciar le lampade la sera, & astutarle la mattina, supplendo à tutto quello, che i garzoni non possono supplire, nella stalla. Laquale in questo modo regolandosi i cavalli saranno sempre bene attesi, & ogni cosa si farà con ordine amorevolmente. Ma se si farà il contrario, il contrario avenirà senza dubbio. Et massime se i garzoni non saranno ben trattati. Liquali sono veramente mercenarij, & d’animo naturalmente villano. Et sogliano cantare ben spesso nella striglia. Poco pane, & poco vino, poco io strigliarò il ronzino. E dicano ancora quel proverbio, Secondo che mi paghi così io ti servo. Il qual proverbio venne, credo, da un’astuto, & savio servitore, il quale addimandato dal padrone cosa voleva di salario, rispose quel che voi volete. Et addimandato di nuovo perche diceva questo? perche (diss’egli) secondo che mi pagherete vi servirò, sapend’io servire da salario assai, da mediocre & da poco. Trattinsi adunque bene i servitori che meritano, & i poltroni, pronsontuosi & ignoranti scacciansi via. Perche ben spesso la poltronaria piena di prosontione & ignorantia, oltra il gran danno che non solo nelle stalle, ma in tutta la corte, tiene anco occupato il luogo & la bocca, di servitore da bene, diligente, & rispettoso.