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domestici affanni, nè ci cal dalla roba, onde, se ce ne avanzasse, guazzerebbero coloro che intorno ci stanno; dov’è persona al par di noi festevole e buona? Qual è l’ascoso arcano della natura, o all’intellettuale o al materiale mondo si aspetti, che da noi frugato, e messo in chiara luce non sia? La più rozza e la più volgar cosa, ornata coi fiori dell’incantatrice nostra eloquenza, subito diventa una gemma. E se il nostro senno monta in cielo, tanto tiriamo innanzi come se nulla fosse. Chi nega esse nobis partem divinae mentis et haustus aetereos? Aquile ardimentose nei voli verso le cose sublimi, timidi e modesti agnelletti nel sentire di noi medesimi.

Il divino Eti suol dire che noi