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tique leggi dei Brama, e vi riusciva a pennello; Etiobolo s’ingolfava nei misteri della natura e, cosa meravigliosa a dirsi, sotto quel cielo che giova sì poco per l’azione, tanto è morbido e sereno, ma che serve alla contemplazione per modo che chi d’essa è invaghito dovrebbe colà condursi a far sempre nulla, a forza d’investigare quest’Etiobolo avea trovato il modo di far sì che l’acqua più non andasse alla china, ma sibbene risalisse e serpentasse su per le altissime schiene dei monti. Gli esperimenti andavano bene, se ne sarebbe di molto vantaggiata l’agricoltura, e la pittura dei paesi; chè nuovo e dolcissimo aspetto riuscito sarebbe vedere i contorni delle Alpi e del monte Tauro orlati da una