Pagina:Il buon cuore - Anno XII, n. 12 - 22 marzo 1913.pdf/3


IL BUON CUORE 91


dietro e la Napoli iniziò il bombardamento. La vita dei pochi italiani chiusi• nella piccola casa era sempre più in pericolo e le orde arabe-beduine vi si agitavano intorno furenti. Intanto però i capi arabi costringevano i turchi ad alzare bandiera bianca. L’imbarcazione tornò nuovamente ed ottenne di portar via tutti gli italiani. Come la bandiera fu salva.. Nel momento dell’imbarco i turchi volevano ad ogni costo la bandiera del consolato, ma suor Teresa, superiora delle francescane d’Egitto, che da otto anni aveva lottato in Derna, con grande carità di patria riuscì a sottrarre alla perfidia del nemico il dolce segnacolo della nostra terra, nascondendo il tricolore in una delle maniche della sua- tunica. La Napo/i al mattino seguente ricominciavi il bombardamentd lasciando una profonda impressione negli arabi che non ardirono poi toccare i marinai quando questi sbarcati solamente in diciotto e guidati da un solo ufficiale (poichè il mare cattivo impediva ogni sbarco) rimasero quasi un giorno ed una notte di fronte al nemico. Oggi queste religiose anime vibranti di amor patrio che hanno visto così vicina la morte, e che per vero miracolo poterono tornare in Italia, ove sarebbe stato permesso loro rimanere tranquille, sono tornate a Derna e abbandonata la scuola vanno da un ospedale all’altro, correndo, passando da ferito a ferito, da malato a malato, portando ovunque cure e conforto. Nelle giornate che seguirono i combattimenti, queste donne dall’apparenza delicata e timida, ma dall’animo reso forte dal sentimento vivissimo della fede e dell’amore per i fratelli, non mancarono mai d’inginocchiarsi dinanzi alle bare, dei caduti. Esse furono le uniche donne italiane cui fu consentito piangere e pregare presso i fratelli eroicamente spenti sul campo dell’onore. La sera del quattro marzo, nell’ora mestissima del tramonto quattro suore pregavano vicino alle fosse degli eroi caduti il giorno prima sui campi di SidiAbdallha. Le truppe ormai si ritiravano taciturne e di fra il silenziC, delle file si sentiva mal represso qualche singhiozzo: la musica del 22.° gettava fino al, mare grigio le sue note mestissime, di una tristezza così profonda che la sento ancor oggi pesarmi sul cuore, sol che al mio orecchio tornino quei suoni. All’orizzonte i vapori di un colore plumbeo terminavano in alto in una striscia fosca di colore paonazzo, e su una collina di sabbia stava un arabo im mobile imperturbabilmente calmo, e pareva una minaccia e un’insidia ad un tempo. Una nuvola color di sangue errava verso i monti al di sopra del Marabutto di Sidi-Abdallah. In quéll’ora di dolore e di angoscia che segue una battaglia e che solo chi l’ha passata sa pienamente intendere, le dolci sorelle degli eroi rimanevano a pregare, lì su quelle povere fosse, come avevano pregato quattro anni prima sul corpo esangue di un altro eroe d’Italia. Il mare batteva con le sue onde la scogliera come singhiozzando ed anche oggi batte vicino al piccolo cimitero cristiano dove sono sepolti i primi martiri e i recenti eroi. E’ scorso or ora un anno dai primi eventi gloriosi è dai trepidi giorni dei prigionieri di Derna e l’oggi si ricollega al ieri come le strofe nel ciclo di un poema, ove gli stessi eventi di dolore e di sangue sono abbelliti e animati dal fervido soffio della poesia immortale. G. B. S.

Flora siciliana e flora libica

Il Ministero degli Esteri ha pubblicato e va pubblicando delle interessanti monografie che serviranno come studio preparatorio alla penetrazione, diremo così, scientifica delle culture nelle nuove terre conquistate: sono studi riguardanti le condizioni atmosferiche, le condizioni di clima, la fertilità del suolo, la composizione chimica della terra in rapporto alla vegetazione, alla flora del paese. Tali monografie che mostrano con chiarezza quanta potenzialità di ricchezza sia contenuta nei terreni della Tripolitania e specialmente della Cirenaíca, con i loro dati precisi, possono dar agio a delle considerazioni non scevre di qualche importanza. L’argomento se pur non fosse, com’è, d’interesse generale per il nostro paese sarebbe sempre grato e dilettevole ai lettori per la sua fragranza floreale, per il fascino che naturalmente il mondo vegetale esercita sul mondo umano; nei paesi più sviluppati è sempre proporzionatamente sviluppato l’amore degli uomini per le piante. Dal garofano’ che fiorisce fresco e gaio sul davanzale della nostra finestra alla palma gigantesca riguardante dall’oasi le sconfinate plaghe ardenti sotto l’afa meridiana, è tutto un crescendo gigantesco di ’verdi note, una molteplice, innumerevole vita rigogliosa sotto il cielo. Le piante sono per noi non soltanto buone a darci