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4 IL TRENTINO.

varie diramazioni delle due catene perpendicolari, vanno a perdersi nella pianura veneta e lombarda senza un limite di divisione ben marcato — come quello della val d’Adige — fra il loro bacino superiore e il medio.

Di più i caratteri etnici e linguistici degli abitanti di queste Fig. 1. valli, che contendono il terreno a quella dell’Adige, sono differenti assolutamente da quelli di quest’ultima. La Brenta dovrebbe perciò escludersi dal Trentino, inteso come regione naturale, ed esser unita alla Venezia propriamente detta, mentre il Sarca e il Chiese dovrebbero esser congiunti alla regione lombarda.

Giova però notare che un leggiero tratto d’unione fra il bacino medio dell’Adige e queste valli è dato da una serie di gole non molto elevate e di facile passaggio: di cui le più importanti sono il buco di Vela, la gola di Pontalto e quella di Loppio. Tolte al territorio trentino queste valli, che fanno capo direttamente alla Venezia e alla Lombardia, resta il bacino medio dell’Adige, vale a dire proprio quella parte che corrisponderebbe esattamente al nome di Venezia trentina proposto dall’Ascoli e accettato dal Marinelli. Ragioni civili e storiche danno però carattere di unità ai diversi bacini secondari, che assieme a quello medio dell’Adige compongono il Trentino e noi verremo ora riassumendo a grandissimi tratti quel processo d’evoluzione che del Trentino attuale fa una regione storica.

2. Il nome di Tridentini, quale designazione di popolo, è assai antico; forse è ricordato per la prima volta da Strabone laddove descrive la posizione dei Reti, dei Venoni, che sovrastano al Lago di Como, dei Leponti, dei Tridentini e degli