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Analisi. 27

parti. Ora ciò che ha parti può bensì nel suo intero partecipare dell’uno ma non è l’Uno (p. 245 A): e se l’Essere è uno (o il Tutto) per partecipazione soltanto, esso non è lo stesso che l’Uno. Se poi l’Essere non è il Tutto (o l’Uno) perciò che ne partecipi, e viceversa il Tutto veramente è, l’Essere ci risulterebbe deficente in sè stesso, mancandogli quella parte che è nel Tutto; in altri termini l’Essere diverrà Non essere. Oltre di ciò se l’Essere e il Tutto hanno ciascuno una natura sua propria, eccoci di nuovo ancora al più. Viceversa poniamo che il Tutto non sia affatto: in tal caso non può essere neanche l’Essere, e nemmeno può divenir tale, e questo perchè tutto ciò che è o che diviene, è o diviene come un tutto (p. 245 E). A ritener dunque l’Essere come unità assoluta secondo la dottrina degli Eleati non si fa che passare di contraddizione in contraddizione, e lo si era visto già nel Parmenide: l’unica via di uscita, vedremo poi, è ammetter la comunione delle idee.

E per gli Eleatici questo basti. Vediamo ora se la questione ci torni solubile secondo l’una o l’altra delle due scuole opposte, i materialisti e gli idealisti. I primi non si fidano che dei sensi, e dicono che non esistono se non i corpi, e che corpo e sostanza sono la stessa cosa; i secondi invece affermano che la vera sostanza sono le idee intelligibili, e che i corpi non sono ma divengono. Cominciamo dai primi, ammettendo per un momento che con loro si possa ragionare, il che effettivamente il più delle volte non accade. E ragioniamo così. Ogni animale è animato: se è animato vuol dire che ha un’anima: quest’anima può essere o giusta o ingiusta, o savia o sciocca, e questo avviene per la presenza o per l’assenza della giustizia e della saggezza e viceversa: ora ciò che può aggiungersi o non aggiungersi ad un’altra cosa è qualche cosa: la giustizia dunque è qualche cosa: non vorranno però dire che essa sia corpo (p. 247 B). Ma posto che si impuntino a perfidiare, stringiamoli più da vicino: ci basta di far loro ammettere che c’è una cosa qualsiasi incorporea,