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124 Il sofista.

la caccia 〈in genere〉, per la caccia viva, per quella di terra, per quella degli uomini, per quella persuasiva, per quella che ha luogo in privato, per quella che riceve mercedi, per quella che le riceve in denaro e vuol parere di educare, — come il presente ragionamento ci conchiude, si ha da dire sofistica.

Teet. Assolutamente.

[C]For. E vediamo ancora a quest’altro modo: perocchè non appartiene ad un’arte dappoco ciò che ora si cerca, ma ad una ben intricata. Di fatti anche in quello che si è detto prima abbiamo uno spunto per credere non sia esso proprio ciò che ora diciamo, ma un genere diverso.

Teet. In che modo poi?

For. Dell’arte acquisitiva c’era un doppio tipo: uno comprendeva la parte della caccia, l’altro quella degli scambi1.



    πεζοθηρίας che richiama πεζοθηρικόν di p. 220 A, ed escludo χερσαίας, forma che di sopra non ha alcun riferimento, e con essa ἡμεροθηρικῆς che anche qui imbroglia come prima. Nè vedo perchè μισθαρνικῆς si deva sopprimere e non anzi mutare in μισθαρνητικῆς, mentre si lascia passare la δοξοπαιδευτική, di cui non si era affatto parlato. Non credo perciò sia senza qualche probabilità l’emendamento proposto dal Deussen νομισματοπωλικοδοξοπαιδευτικῆς: sarebbe un apprezzamento nuovo, non una nuova divisione. È questa la prima definizione del sofista.

  1. Cfr. p. 219 D e bada che la ricapitolazione non è esatta: di sopra la seconda sezione dell’acquisitiva era la permutativa, μεταβλητική, qui si chiama invece arte degli scambi, ἀλλακτική, e il nome di prima si riserva in senso più ristretto ad una sottosezione di questa.