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nelle idee. E adesso, dunque, dite se accettate la proposta di fondare l’associazione che io vi propongo. Prima discutete questo e poi, se la proposta è accettata, si vedrà in qual modo sia da porla in atto.»

Don Paolo esclamò impetuosamente che il principio nemmanco era da discutere e Minucci osservò in tono sommesso che lo scopo della riunione era stato conosciuto da tutti i presenti prima d’intervenire, che perciò, intervenendo, essi lo avevano implicitamente approvato, avevano implicitamente consentito di legarsi per un’azione comune, salvo appunto a decidere sui modi e le forme. L’abate Marinier chiese di parlare.

«Me ne rincresce veramente» diss’egli sorridendo, «ma per legarmi io non ho portato con me il menomo filo. Io sono pure di coloro che vedono molte cose andar male nella Chiesa e tuttavia, quando il signor Selva mi ha bene spiegato, prima a cena e ora qui, la sua idea che non avevo bene compresa dal mio amico professore Dane, mi si sono affacciate obbiezioni che credo serie.»

«Già» pensò Minucci che aveva udito parlare di certe ambizioni del Marinier «se vuoi far carriera non ti devi mettere con noi.» E soggiunse forte:

«Dica!»

«In primo luogo, signori» cominciò il fine