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ottenere da suo cognato, se il senatore avesse dato la carta di visita, che si recasse subito in vettura, con la detta carta di visita, a villa Mayda, che persuadesse Maironi ad accettare l’offerta e il professore Mayda a lasciarlo partire, servendosi delle ragioni politiche. Scritte le due lettere ebbe un accesso di prostrazione con fenomeni così gravi che la cameriera si sgomentò. Costei non svegliò Carlino perchè Jeanne trovò la forza di vietarglielo imperiosamente ma fece chiamare il medico senza dirlo alla signora. Il medico pure si sgomentò. Venendo per Carlino l’aveva conosciuta nervosa; però non gli era mai accaduto di vederla in uno stato simile, irrigidita, cadaverica, incapace di parlare. L’accesso durò fino alle sei della mattina. Il primo segno di miglioramento fu questo che Jeanne domandò l’ora. La cameriera, pratica, mormorò al medico «passa» e rispose forte:

«Le sei, signora.»

La parola parve miracolosa. Jeanne ch’era stata adagiata sul letto senza spogliarla, si alzò a sedere, smarrita sì ma padrona delle sue membra e della sua voce. Domandò subito di Carlino, ansiosamente. Carlino dormiva, non aveva udito nulla, non sapeva nulla. Ella respirò, disse sorridendo al medico:

«Adesso caccio Lei.»

E non ebbe pace fino a che il medico non se ne andò. La cameriera si accinse a spogliarla; si