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328 capitolo settimo

nel ritornare a Dio dal fuoco di una passione colpevole. Sperai allora che Iddio lo avesse veramente eletto per ministro di qualche singolare opera Sua. Sperai che la santità dell’opera verrebbe confermata dopo la morte del Maironi dalla lettura di questo documento, che se ne rivelerebbe un carattere profetico. Lo sperai benchè mi fossi studiato, per prudenza, di nascondere al Maironi stesso la mie speranze segrete.

Due anni sono trascorsi dal giorno in cui egli scomparve e nulla si è mai saputo di lui. Quando, Monsignore, Ella starà leggendo quello che adesso io scrivo, sarò scomparso anch’io. La prego di volersi sostituire a me in questa custodia religiosa. Ella ne disporrà secondo la coscienza Sua come crederà meglio.

E preghi per l’anima del

Suo povero
don Giuseppe Flores



Benedetto depose lo scritto e guardò il Pontefice in viso, aspettando.

«Sei tu Pietro Maironi?» disse questi.

«Sì, Santità.»

Il Pontefice sorrise con bontà.

«Intanto» diss’egli «mi rallegro che vivi. Quel Vescovo ti suppose morto, aperse il plico e credette di doverlo rimettere al Vicario di Cristo.