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IL ROCCOLO

E chi dagli arboscelli
Coglie le frutta, e spoglia
De’ grappoli le viti; e chi sedendo
Tra le Nîinfe e i Pastori
Canta d’armi e d’amori.
Quindi le volte e gli archi
Di serpeggianti carpini,
Ove le reti ascose
Tra fronda e fronda in cerchio
Girano tese, osserva;
E i striduli fringuelli,
De’ tordi il trutillìo,
Il zuffolar de’ merli
Il garrir de’ cardelli
Ad ascoltar s’aresta.
     Ma di ninfe un drapello
Di bello
Vezzoso
Grazioso
Leggiadro viso
Ecco improviso
Al noto Nume
Del patrio fiume
Vengono avanti,
Che co’ sembianti
Cortesaffabili
Sorridono,
Accennano,