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il re del mare 257

acqua le scialuppe e gli uomini da sbarco a posto. A te il comando, Yanez.

Il portoghese cinse la sciabola che Sambigliong gli aveva portata, si sospese al fianco le pistole e scese nella scialuppa più grossa assieme a Tremal-Naik.

Il piroscafo si era fermato a ottocento metri, reputando inutile ogni resistenza contro quel formidabile incrociatore che avrebbe potuto colarlo a fondo con poche scariche.

Clamori assordanti si alzavano fra i passeggeri affollati sulla tolda, credendo forse che fosse suonata la loro ultima ora.

Le quattro scialuppe, montate da sessanta uomini armati di carabine e di kampilang, avevano preso rapidamente il largo, dirigendosi verso il piroscafo, mentre gli artiglieri del Re del Mare puntavano due pezzi delle torri di babordo, pronti a scatenare un uragano di fuoco e di ferro al menomo indizio di resistenza da parte degl’inglesi.

Giunte le scialuppe a trenta passi, Yanez diede imperiosamente l’ordine ai marinai inglesi di abbassare la scala, minacciando in caso contrario di far fuoco.

A bordo vi fu un po’ di esitazione e di confusione. Alcuni marinai erano comparsi sulle murate armate di fucili, come se avessero avuto l’intenzione di opporre resistenza, poi le grida furiose dei passeggeri, i quali non volevano esporsi al pericolo di venire colati a fondo dalle formidabili artiglierie del corsaro, li avevano subito costretti a ritirarsi e la scala era stata calata d’un colpo solo.

Yanez, seguìto da Tremal-Naik, da Kammamuri e da dodici uomini, si slanciò sulla piattaforma sguainando la sciabola.

Il comandante del piroscafo lo aspettava, circondato dai suoi ufficiali, mentre i passeggeri, una cinquantina di persone per lo meno, si affollavano dietro, muti e terrorizzati.

Era un bell’uomo, di statura superiore alla media, dal volto energico ed abbronzato dal sole dei tropici, con capelli bruni e barba arricciata, un bel tipo di marinaio insomma.

Vedendo comparire Yanez, con la sciabola sguainata, impallidì, poi corrugò la fronte.

— A quale onore devo la vostra visita? — chiese con voce fremente.

— Avete veduto i colori della nostra bandiera? — chiese invece il portoghese, salutando ironicamente.

— So che i pirati di Mompracem avevano un vessillo rosso con una testa di tigre, un tempo.