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a detto uscio onde poche ore davanti per morto n’era stato tratto; e quivi lasciato, senza essere stato da alcuno sentito, se ne ritornò in convento. Ed ancora che el fatto reparo gli paresse bastevole alla sua salute, nondimeno pensò con colorata cagione absentarsi da quivi; e fatto il pensiero se n’andò in quella ora in cella del guardiano, e sì gli disse: Padre, l'altrieri per mancamento di bestia da soma io lassai la maggior parte della nostra fatta cerca a Medina in casa di un nostro divoto; perciò vorrei con vostra benedizione andare per essa, e menare la cavalla del convento, e col volere di Dio tornarò dimane l’altro. E lo guardiano non solo gli donò licenza, ma il commendò molto del suo provedimento. Il frate avuta la risposta, rassettate sue coselline, e posta in ordine la cavalla, aspettava l’aurora per partirsi.

Misser Roderico, che la notte avea poco o niente dormito, dubitando pur del fatto, essendo omai vicino al di, prese per partito di mandare il suo famiglio d’intorno al convento, e ascoltare se i frati aveano il maestro morto trovato, e quello che di ciò ne dicessero. Il famiglio uscendo fora per fornire quello che gli era stato imposto trovovvi Maestro Diego assentato dinanzi all’uscio che parea che tenesse una disputa: al quale donò non piccolo spavento, si come i corpi morti sogliono donare; e ritornatosi indrieto chiamò ratto il suo Signore, e con fatica possendogli parlare, gli mostrò il morto corpo del maestro essere stato ivi reportato. Il cavaliere se maravigliò forte de tale accidente, e di maggiore dottanza gli donò cagione; nondimeno racconfortato da la giusta impresa quale se credea avere, con buon