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Nell’ultimo parlamento che è in fine del Novellino pare il suo dolore per la morte di Roberto, e non v’è una parola per Antonello. Nel Processo contro i Baroni, pubblicato in Appendice alla Congiura del Porzio da Stanislao d’Aloe nel 1859, il testimonio Francesco de Marchisio di Napoli nomina il cancellero de lo prencipe de Salerno messer Bentivoglia. E di tutti i baroni imprigionati sono nominati ed anche interrogati i cancelleri, ossia i segretarii. Dunque pare che Masuccio non fu segretario di Antonello, il quale si servì di altri uomini, e non di Masuccio che era obbligato ed affezionato a casa d’Aragona, e forse in quel tempo era morto. Se bisogna prestar fede al MS. Pinto, il quale dice che Masuccio nel 1441 fu testimone, e quindi doveva avere non meno di ventun anno, pare che egli sia nato verso il 1420; ed avendo avuto il suo figliuolo Francesco l’ufficio di Credenziere nel 1460, egli dovette aver tolto moglie non so quanti anni prima. Ad ogni modo pare che egli non visse molti anni dopo la pubblicazione del Novellino.

Bartolomeo Gamba nel suo libro delle Novelle Italiane p. 59 m’esce a dire che Masuccio è un nome finto, e che il vero autore del libro fu Tommaso Mariconda. Io non so se il Gamba vide le prime edizioni del Quattrocento, in tutte le quali si legge facto per Masuccio Guardato; non so quali prove può dare alla sua congettura; ma credo che egli non lesse il libro del Tebaldese ed il MS. Pinto, i quali troncano ogni