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diocri, sono i seminarii. I conventi si brigano dell’educazione dei fratini, loro insegnando dalla più tenera età a imbacuccarsi nel cappuccio, a reggere una candela, a bassar gli occhi, a belare in latino. È da vedere la processione del Corpusdomini per ammirare provvidenza della Chiesa! Tutti i conventi sfilano un dopo l’altro, e ciascuno ha nelle prime file un vivaio di fantolini ben rasi. I loro occhietti ardenti d’intelligenza, le belle ed aperte loro figure fanno maraviglioso contrasto con quelle impietrite e contorte de’ loro superiori. Con un colpo d’occhio avete cosi le frutta ed i fiori della vita monastica, il presente e l’avvenire; nè potete ammeno di riflettere che, senza un miracolo, cotesti piccoli cherubini saranno ben tosto cangiati in mummie, ma, ad un bel bisogno, vi consolate della brutta metamorfosi, pensando che la salvezza loro è assicurata.

Tutti i sudditi del Papa sarebbero certi d’andar salvi, se tutti potessero entrare nei monasteri, comecchè il mondo finirebbe troppo presto. Il Papa fa ogni suo meglio per avvicinarli alla perfezion monastica ed ecclesiastica. Gli scolari vengono mascherati da preti, e si imbavagliano i trapassati con tonache di religiosi. I Fratelli della Dottrina cristiana sono sembrati pericolosi, perchè davano ai loro bimbi caschetto, tunica e cinturino: il Papa ha loro vietato avere scuole pe’ Romani. I Bolognesi (di là degli Apennini) fondarono, a loro spesa, sale di asilo sotto direzione d’istitutrici secolari: la cheresia ha