Pagina:Il Dio dei viventi.djvu/231


— 225 —

padrona cedeva, che obbediva quasi umilmente.

Andarono lungo la spiaggia verso la foce del fiume: in certi punti la vegetazione della brughiera con le sue tamerici nane, i corbezzoli e l’alloro selvatico, raggiungeva la riva, e il suo odore si fondeva con quello delle alghe; e pareva che la terra e il mare si parlassero coi loro profumi e che i sassi sempre più fitti volessero impedire il passaggio dell’uomo per serbare intatta la divina solitudine della natura.

Rosa e la padrona dovettero fermarsi per riprendere fiato. Eppure i sassi, ai loro piedi, avevano qualche cosa di dolce e domestico; alcuni parevano pani appena tolti dal forno, altri uova, frutti, legumi, confetti, utensili dell’epoca della pietra. Anche i cespugli dei cardi d’un lilla cinereo bronzato che crescevano qua e là solitari fra i sassi della cui natura partecipavano, parevano piante preistoriche nate prima che il mare si ritirasse e destinate a vivere sempre.

Le donne riuscirono, passo passo, l’an-