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D’altronde egli non potè proseguire perchè si sentì picchiare alla porta. Non era mai accaduto che qualcuno venisse, durante le sue visite: ed egli dubitò che la persona che picchiava fosse mandata dalla sua famiglia per spiarlo. Che cosa doveva fare? Anche Lia e Salvatore si guardarono incerti, non volendo aprire per un riguardo a lui: allora egli disse:

— Perchè non aprite?

E Salvatore si mosse.

— E se mi vedono qui! — disse Zebedeo come fra sè. — Che non posso forse visitare l’orfano di mio fratello?

Appena la porta fu aperta Salvatore e quei due là dentro ebbero un brivido di sorpresa e quasi di spavento: un fantasma nero entrava, con le mani così bianche che sembravano luminose.

Era il Rettore.

S’avanzò, sedette al posto cedutogli con grandi esclamazioni da Lia; e la presenza di Zebedeo non gli destò sorpresa.

Salvatore, appoggiato alla tavola, lo guardava fisso e non staccò più gli occhi