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vertiva; cominciò a strillare e Salvatore guardò ostile e beffardo il cugino.
— Ma mettila giù, — disse l’altro ragazzo, — perchè la tieni così?
— La tengo così perchè mi pare e piace, — rispose Bellia fissando con odio Salvatore. — E chi ha rabbia si faccia avanti.
Avrebbero litigato, senza il sopraggiungere di altri ragazzi fra i quali i fratellini di Ella: anch’essi volevano la bambina, ma questa si era di nuovo attaccata al collo del suo salvatore e non intendeva di lasciarlo.
Allora i fratelli, affannati per la corsa, proposero un accomodamento; andare tutti assieme in compagnia al fiume; e Bellia si lasciò trascinare, con la bambina in braccio. Era il più grande e il più alto di tutti; la sua ombra lo seguiva lunghissima sull’erba grigia del prato ed egli sentiva Salvatore, che gli veniva appresso, divertirsi a calpestare quell’ombra.
— Fa pure, — diceva fra sè; — ma la roba di zio Basilio ce l’ho io.
I ragazzi parlavano del diavolo apparso