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frammenti 203

Cenle un tempo avveniticcia, senza patria, senza genitori, fatta a danno ed a rovina del mondo tutto; la quale da niuna umana cosa ne divina non è ritenuta, che sozii, amici, lontani vicini, poveri o polenti, non rubino e distruggano; ed ogni cosa che loro non è suggella, e massimamente i regni, non reputino contraria e nemica. Imperocché pochi la libertà, i più vogliono giusti e leali signori: noi emuli sospetti siamo, e che possiamo quando che sia vendicarci. Ma tu, che possiedi Seleucia massima tra lecillà, ed il regno di Persia abondanlissimo di ricchezze, che altro da lor ti aspelli, se non tradimento ora, e poi guerra? 1 Romani hanno guerra con tutti; asprissima con quelli, che, vinti, ricca preda esser possono: con l’audacia e con la frode, e da guerre traendo cagione di guerre, grandi son divenuti. Per questo modo lutto di-struggeranno, o saranno essi medesimi dislrulli: il che punto diffidi non sarà certamente, se lu dalla Mesopotamia, noi dalK Armenia stringeremo in mezzo il loro esercito già senza frumento, senza ajuli, e sol.per fortuna o per nostro fallo salvo sinora e fuor di pericolo. Tu li acquisterai la gloria che, essendoti mosso n soccorrer grandi e potenti re, opprimerai i ladroni del mondo. A che fare io l’ammonisco ed esorto, se non vuoi piuttosto con la tua accrescer la nostra rovina, che, facendoti nostro confederalo, esser vincitore.


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