Pagina:Il Catilinario ed il Giugurtino.djvu/248


frammenti 197

quale non pertanto la libertà di ciascun uomo fu stimata del prezzo di cinque moggia, le quali in verità non oltrepassano gli alimenti del carcere; chè siccome quelli per la loro scarsezza tengon lontana la morte, ma indeboliscono le forze, così tanto scarso sovvenimcnto non vi alleggerisce le dimestiche cure, ed ogni infingardissimo è frodalo pure d’ogni tenuissima speranza. La quale nondimeno, ancorchè fosse grande, poichè v’è data per mercede di schiavitù, qual codardia non è mai la vostra, lasciarvi ingannare, ed a torto spontaneamente ringraziare altrui di quelle cose che sono vostre? Chè io altro modo niente essi non valgono contra di lutti, e di fare sforzar non si vorranno. Non pertanto si ha a causare la frode. Sicchè essi vanno apparecchiando lusinghe ad un’ora, e vi tengono in parole aspettando l’arrivo di Gneo Pompeo; il qual medesimo, avendolo eglino già temuto quando era lor sopra capo, ora, lollo via il timore, il vanno straziando. Nè si vergognano, vendicatori, come si vantano, della-libertà, ed essendo tanti di numero, senza uno solo o non osar di perdonare le ingiurie, o non polere il lor diritto difendere. In quanto a me, io ho per fermo che Pompeo, giovane di tanta gloria, vorrà piuttosto esser principe col vostro consentimento, ch’essere a quelli compagno nella signoria, ed egli sarà tra’primi a proporre la tribunizia potestà. Veramente, o Quiriti, un tempo ciascun cittadino ne’ molti, e non lutti in uno ponevate la sicurtà; nè ci avea uomo’al mondo, che dare o toglier potesse tali cose. Sicchè ho dello già quanto basla; nè per ignoranza io fo qui fine. Ma non so qual torpore tutti


caricamento di la:Page:s1 in corso... Loading.gif