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frammenti 195

Lucio Sicario, che primo ardì parlare del poter tribunizio, mentre voi bisbigliava le, egli era da ogni parte assalilo; nonpertanto quelli prima (emetterò l’invidia, che voi dell’ingiuria vi sdegnaste. Della qual cosa io non posso abbastanza maravigliarmi, o Romani; chè voi intendeste che quella speranza era vana. Morto Siila, il quale ci avea posti sotto durissimo giogo, voi credevate la fine de’ mali essere giunta: ma assai più crudele a noi si mostrò Catulo. Estendo consoli Bruto ed Emilio Mamerco,furon movimenti e tumulto; dipoi Gajo Curione signoreggiò infino ad uccidere un innocente tribuno. Nel passato anno vedeste con quanta audacia Lucullo si levò contro Lucio Quinzio; ed ora finalmente quanti romori non sono concitati ooritro di mei 1 quali in fede mia riuscirebbero vani, se quelli avessero posto fine al signoreggiare prima che voi al servire; e spezialmente perchè, quantunque con quest’armi civili si sia simulato di contendere d’altro, non pertanto fu combattuto da tulli per tener voi in ischiavitò. Sicchè gli altri tumulti, dalla licenza, o dall’odio, o dall’avarizia suscitati, àrsero a certi determinali tempi: solo una cosa salda era testè rimasa, la quale fu da ambe le parli richiesta e poi tolta, il poter tribunizio, preparato da’nostri avoli come spada e difesa della libertà.

Alla qual cosa vi esorto e chiedo che poughiate ben mente, affinchè non, per dappocaggine,scambiando i nomi alle cose, chiamiate agio la servitù, la quale certo voi vi goderete se la verità e la giustizia dall’iniquità e dalla frode saranno vinte; e questo già sarebbe avvenuto, se al tulio vi foste taciuti. A queste cose attesa


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