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potenza di nobili, solo, senza seguito nè ajuto, rivestito d’una vana ombra di magistrato,io imprenda a cacciar di stato e signoria, e quanto più severamente operar possa la fazion de’mal vagì nomini, che gì’innocenti cittadini da sè soli e disgiunti. Ma, oltre alla buona speranza che mi viene da voi, la quale discacciò da me il timore, io meco medesimo ho fermato che un forte uomo al vile ozio del non combattere i contrarii eventi debba antiporre ed i pe* ricoli delle battaglie per la libertà; quantunque tutti gli altri posti negJi ufficii per mantenere i vostri diritti, o per procacciarsi favori, o per speranze o per per premii, abbiano rivolto contra di voi ogni lor forzai potere, e vogliano innanzi peccar per mercede, che gratuitamente con dirittura. Il perchè già tutti si sottomisero alla signoria di pochi, i quali, sotto colore di avere a far guerra, si sono fatti padroni dell’erario, degli eserciti, de’ regni, delle provincie, ed hannosi acquistato potenza e sicurtà colle vostre spoglie; mentre vói moltitudine, spogliati di quanto vi lasciarono i vostri avoli, a ciascuno che il vuole vi date a modo di bestie ad esser signoreggiati e goduti, se pure voi stessi, co’suffragi vostri, non vi create oggi i padroni, come altra volta i magistrati. A tale dunque tutti si sono coudolli: ma, se voi ricoveraste i vostri diritti, i più subitamente ritornerebbero a voi; chè pochi hanno cuore di difendere ciò che piace, e tutte le altre cose sono de’più forti. Credete voi forse che possa incogliervi male ora che operale di un sol volere, quando foste temuti essendo deboli ed infingardi? Se pure Cajo Colla consolo della mezzana fazione per allro che per paura non restituì a’tribuni della plebe alcuni loro diritti: e come che

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