Pagina:Il Catilinario ed il Giugurtino.djvu/226


I.


ORAZIONE


DEL CONSOLE M. EMILIO LEPIDO


AL POPOLO ROMANO CONTRO SILLA


VOLGARIZZATA


DA BRUTO FABRICATORE

--

argomento


Marco Emilio lepido, uomo doppio e malvagio, era staTo da Roma inviato al governo della Sicilia, dove, seguendo la sua perversa natura, erasi dato in preda ad ogni delitto, e con mille estorsioni avea travagliati quei popoli. Sicché, finito il tempo del suo ufficio, e tornato in Roma, fu chiamato in giudizio a render conto del suo reggimento. Era intanto in Italia già da alcun tempo oppressa la fazione di Mario, e, Siila essendosi da sè spogliato del comando, parea che volesse finalmente tornare nella repubblica la pace, statane già da luogo tempo sbandita. Quando Lepido, il quale, mentre durava tuttavia il giudizio, per opera di Pompeo era stato creato console, pensò, ridestando la parte contraria di Mario, farsi egli successore di tutta la potenza di Silla. Onde, sì per cansare 15 meritata pena, e sì perseguire l'indole sua rivoltosa e feroce, ccmincii ad intorbidare ogni cosa; e tenne questo sedizioso discorso al popolo, dove contro Siila, che tuttora vivea, si rompe e scaglia, e cerca di trarre i cittadini ad annullar gran parte delle leggi da quello stabilite.


La clemenza e la probità vostra, o Romani, onde tra tutte le genti chiari e grandi voi siete, molto mi fanno temere della tirannide di Lucio Silla. Perocché forte io dubito che voi, non credendo che altri far possa quelle cose che voi giudicate turpi e nefande, non abbiate ad esser tratti in inganno, massime che costui



caricamento di la:Page:s1 in corso...