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il giugurtino 163

mente con Boccù; ed era sialo mandalo da Giugurta, poiché avea udito che Siila era chiamato: onde egli era ito per ambasceria, e maliziosamente, per ispiare lo consiglio e Io intendimento di Bocco.

CAPITOLO LXXXV.

L ambasciala che mandò Bocco a Siila.

Bocco mandò a Siila uno che avea nome Dabar, figliuolo di Masugrada, della gente di Massiuissa, ma da parte di madre non era sì grande, perocché la sua madre era bastarda nata d’una amica1. Egli era al Mauro (a)2 per le sue molte bontà caro e accetto: il quale Bocco avea provato per molti temporali innanzi com’egli era fedele a’Romani. Per costui li mandò dicendo: com’egli era apparecchiato di fare tutto ciò cbe’l pò* polo di Roma volesse; che’l dì, e’1 luogo, e’t tempo di parlare insieme egli dovesse eleggere; che dalla sua parte era stabilito perfettamente di tutto; e non temesse l’ambasciadore di Giugurta, lo quale egli dicea eh’avea chiamato, acciocché’I fatto più comunemente e più liberamente trattare si potesse, chè dalle sue malizie altrimenti non si sarebbe potuto guardare. Ma io (b)3 trovo veramente che Bocco più per fede affricana (c)4, che per quello ch’egli dicea, insieme e.li Romani e’I Numida (d)5 tenea per isperanza di pace6, e che egli era usato di molto volgere nel suo animo, se Giugurta a’Romani, ovvero Siila a lui dovesse tradire: e, quanto la sua voglia, era contro di noi; ma la paura per noi il movea7.

CAPITOLO LXXXVI.

Risposta di Siila; e come Bocco mandò per lui di notte.

Siila mandò a dire: com’egli direbbe poche parole dinanzi da Aspar; l’altre direbbe segretamente, o niuno o pochissimi essendo presenti; e ammaeslrollo come dovesse rispondere. Onde poi, così com’egli volle8, furono insieme. Siila disse: com’egli era mandato dal consolo per domandare e sapere da lui s’egli avea intendimento di volere pace, ovvero guerra. Allora il re, siccome era ordinato, disse: eh’egli vi ritornasse il decimo giorno; chè allora egli non avea niente diterminato, ma in quel di

  1. era bastarda nata d* una amica) Nel lesto latino leggesi celerura materno genere impar, nam pater ejus ex concubina ortus erat. Toscanamente amica vale talvolta concubina; e così devesi intendere in questo luogo.
  2. (cioè a Bocco).
  3. (dice Sallustio).
  4. (cioè mutevole e piccola).
  5. (cioè Giugurta).
  6. tenca per isperanza di pace) Qui teneri sta per trattenere, tenere a bada; e potrebbe questo esempioaggiungersial Vocabolario,dove non ce ne ha che un solo dell’Ariosto.
  7. la paura per noi il movea, cioè in nostro favore.
  8. Il volgarizzamento a stampa ha vollono. Abbiam mutato con l’autorità del testo latino, che dice siculi voluerat.