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il giugurtino 97

ficamente e pomposamente, li sacerdoziie li consolati possedendo, e parte di loro le sue vittorie, contrV vostri maggiori avute, dimostrando, in tal modo, quasi queste cose abbiano eglino a loro onore, e non per rapina e per preda. Gli servi comprati a pregio non sostengono le ingiuste signorie di loro signori: voi, Quiriti» nati nello ’mperio e in signoria, potete con cheto animo sostenere servitute? E chi sono costoro, i quali hanno occupata la repubblica? Uomini scelleratissimi, con le mani piene di sangue, dismisurati d’avarizia, nocentissimi, e pienissimi di superbia e d’orgoglio; a’quali la fede, l’onore, la pietà1 e tutte cose oneste e disoneste sono in rivendere. Parte di loro avendo morti gli tribuni del popolo, altri avendo fatti altrui martiri e questioni ingiuste, e molti avendo fatte in voi uccisioni, hanno queste cose per loro guarnimento: e così quanto ciascuno ha più pessimamente fatto, tanto è più massimamente sicuro2. La paura, ch’avere dovevano, l’hanno traportata dalla malvagità loro alla vostra viltà: i quali tutti, perocché vogliono quelle medesime cose l’uno che l’altro, e quelle medesime odiano, e quelle medesime temono, si sono in uno ragunati. Ma questo fra9 buoni è amistà, fra’rei è lega di tradigione e fabbrica di reità. Ma, se voi aveste tant^i cura della libertà vostra, com’egli sono accesi alla signoria; certamente nè la repubblica si guasterebbe così, e gli vostri beneficii delle dignità sarebbono appresso gli arditissimi3.1 vostri maggiori, per acquistare e ordinare loro ragione, e mantenere loro maestà, due fiate dipartendosi armati occuparono il monte Aventino: voi per la franchigia4 la quale avete da loro ricevuta, uon vi sforzerete con sommo studio? anzi tanto maggiormente, quanto maggior disonore è le cose conquistate perdere, che conquistato non avere. Dirà alcuno: che dunque giudichi tu? Che sieno puniti coloro, i quali al nimico tradirono lor patria5: non con mano nè per forza, perocché questo più è indegno a voi di fare che non è a loro di ricevere; ma io dico per domandi6 e manifestamento di Giugur

    ge: sed incedimi perora ve tira magni/ice, sacerdolia et consulatusy pars triumphos suos ostentantes ec*; e però si vede che quello van* novi per bocca è stato adopera’o dal traduttore per significare incedunt per o a vestra, cioè vanno al vostro cospetto, sotto i vostri occhi; ma non par che sia frase da potersi imitare, che è oscura ed equivoca, essendoci l’altra frase andar per bocca o per la bocca, che significa il parlar che si fa di una cosa frequentemente da tutti.

  1. li volgarizzamento avea bontà. Si è posto pietà sul l’autorità del testo latino.
  2. tanto è massimamente sicuro) Si vegga la nota 6 alla pag. 80
  3. ma se voi aveste ec. ) Vogliamo che qui si avverta primamente il come posto in corrispondenza di quanto, che è maniera poco usitata, e da non imitarsi almeno da’giovani, Appresso vogliamo pure che si ponga mente a quel nè9 che non si vede ripetuto avanti le parole gli vostri beneficiti e questa e una proprietà di lingua, essendoché non di rado si vede tralasciata da’buoni scrittori, dando alla congiunzione e quasi la forza di riferirla * e per tutti gli altri usi di questa particella veggasi il nostro Trattato delle particelle ed il Vocabolario della Crusca del Manuzzi.
  4. franchigia propriamente vai libertà; e^ui così è da intendere.
  5. al nimico tradirono lor patria ) Tradire qui è usato alla latina in sentimento di dare in mano9 dare in potere con tradimento. Così ancora il Villani disse; Cercò trattalo con certi della città di Lodi, che gli dovessero tradire la terra.
  6. domando è voce antica da non usare, e vai Io stesso che domanda# dimanda.