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che era ammaestralo r di notte vi menò déntro la gente di Giugurta. I quali, poiché per forza furono entrati nell’albergo É si partirono da una parte e dall’altra cercando il re; alcuni che dormiano, e alcuni che contro lor keniano, uccidendo: e cercavano li luoghi occulti, gli serragli1 ispézzavano* e di romore e di grida n’empievano tutto. Infra questo Jemsale Sa trovato nascosto in una cotal misera camera, eh* era della fante, nel qual laógo egli,al cominciamento, pauroso, non sappiendo che fare, era fuggito I Numidi giugurtini, secondq ch’era loro comandato, portarono il capo suo a Giugurta. Ma la fama di così gran male in pochi di fu manifesto e ragionato2 per tutta Affrica: e Aderbale e tutti quegli, ch’erano suti sotto Io imperio di Micipsà, furono impauriti. E partironsi i Numidi in due parti: li più seguitarono Aderbale, ma l’altro3 seguirono i migliori in battaglia. Onde Giugurta apparecchiò gente quanta potè maggiore, e ciltadi, parte per forza, altre per volontà, aggiunse a sua signoria: brigatasi di signoreggiare tutta Numidia. Aderbale, avvegnaché avesse mandato ambasciadori a Roma, i quali facessono assapere al senato la morte del suo fratello e le disavventure sue, niente meno, se* guitato per moltitudine di gente, s’apparecchiava di difendere per battaglia e per arme. Ma, poiché egli venne al combattere, fu vinto; e fuggi nella provincia prossima, e poi se ne venne verso Roma.


CAPITOLO XI.

Come Oiugurla mandò ambasciadori a Roma.

Allora Giugurta, avendo compito li suoi consigli, poiché avea a soggezione tutta Numidia, nel.riposo ripensando nell’animo suo il gran male che fatto avea, temea il popolo di Roma, e contra la sua ira non avea nessuna speranza, se non nell’avarizia de’ nobili e nella sua pecunia. Onde dopo pochi giorni don molto oro e ariento4 mandò ambasciadori a Roma: a* quali comandò che prima riempiano gli antichi amici di molti doni, e poi accattino de’nuovi 8; e ciò che possono fare in acquistare donando e dando, non dubitino niente, anzi sicuramente facciano. Poiché gli ambasciadori furono a Roma venuti, secondo il comandamento del re,

  1. serraglio qui vale serratura, serrarne; nel qual sentimento fu aggiunto al Vocabolario di Napoli,ma non con esempii di buono autore; e potrebbevisi sostituir questo.
  2. ma la fama di così gran male fu manife sto e ragionato) Ne’ tempi composti de’ verbi, il participio quando è congiunto con avere si ac corda onon si accorda.sepondoche meglio piace, al nome al quale si riferisce;quarido con essere, si deve accordar sempreje però qui dovrebbe dirsi fu manifesta e ragionata: ma forse manifesto e ragionato si è voluto dal traduttore riferire a male, anzi che a fama,& che l’apparente disaccor-« do grammaticale.
  3. altro talvolta vale rimanenteonde qui Poltro vale il rimanente., la rimanente parie de’ JSumidi: ma al modo come è adoperalo qui oggi non sarebbe da usare.
  4. ariento e voce antica,ed e Io stesso che argento, e poi accattino de1 nuovi) Accattare, oltre agli altri suoi significati, vale ancora procacciare, acquistare; e così si vuole qui intendere.