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parte seconda 475

Il nome delle cose, venendo loro dalla forma e dalla natura lor proprie, sparisce quando la cosa perde la sua entità; perciò il Tao, riguardato come l’assoluto, è Wu-ming «senza nome». L’Wu-ming, il «senza nome», il Tao eterno, è il «principio del mondo». Il mondo avuto che ebbe principio, il Tao dovette pur essere chiamato in qualche modo; e allora diventò lo Yu-ming, l’«avente nome»; il quale fu la «madre delle cose».1 «Il principio del mondo si convertì in madre del mondo»;2 e ciò fu il Tao innominabile, eterno, assoluto, che diventò qualcosa di nominabile per verbo. Ma con qual voce sarà esso chiamato? «Il Tao, continua Lao-tse, può riguardarsi come la madre dell’Universo; io non so il suo proprio nome; e per qualificarlo lo chiamo Via».3 Tao, infatti, vuol dir «via, strada»; e questo nome fu scelto dal nostro filosofo, perchè tutto quel che nacque e si produsse uscì fuori pel Tao. Il quale ha dato passaggio a tutte le creature; ed è stato come la via, dalla quale sono sboccati nel mondo gli esseri per venire alla vita, a quel modo che l’acque d’un fiume sboccano nell’Oceano.

Il Tao, dicemmo, era vago, oscuro, confuso, vuoto, ma non di meno «conteneva in sè tutte le forme, gli esseri, l’essenze, il vero».4 — «Tutte le cose esistenti hanno avuta la lor propria natura dal Tao».5 — «Il Tao si estende dapertutto; le creature nascono, crescono, divengono perfette pel suo aiuto».6 — «Il


  1. Tao-té-king, cap. i.
  2. Ibidem, cap. lii.
  3. Ibidem, cap. xxv.
  4. Ibidem, cap. xxi.
  5. Ibidem, cap. xxxix.
  6. Ibidem, cap. xxxiv.