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402 parte seconda

La pleiade di dotti che rese famoso il regno dei Sung, si estinse con Cu-hsi, di tutti il più chiaro: con lui si chiude la grande èra del risorgimento filosofico e letterario della Cina.1 Al pari di quasi tutti i celebri letterati cinesi, fu uomo che rese al suo paese grandi servizi anche come pubblico ufficiale; e cominciando dalla più umile carica, relegato in provincia lontana, e in mezzo a ribelli, procedette fino ad arrivare a poco a poco alla più ambita e alla più vicina al sovrano. Ebbe per tal guisa commercio con ogni classe sociale, e modo di conoscere e studiare la vita d’ogni genere di cittadini, dal volgo all’imperatore stesso. Letterato e filosofo, che conosceva gli uomini come in generale pochi letterati e pochi filosofi li conoscono, potè accingersi veramente con frutto a scrivere quella Storia del suo paese, che è oggi una delle più stimate, e che basterebbe essa sola a dargli fama di


    commenti, il Ta-hsio e il Cung-yung, e diede loro quell’ordinamento che oggi hanno. In questo modo si composero i così detti Quattro libri classici; i testi dei quali, in quella forma data loro da Cu-hsi, furono incisi nella grande Università, il quarto degli anni kia-ting (1212 d. C), regnando Ning-Tsung».

  1. Cu-hsi Yüan-hui o Cu-hsi Cung-hui, oggi comunemente chiamato Cu-tse, ebbe, mentre visse, molti pseudonimi; imperocchè i letterati cinesi amano farsi conoscere piuttosto che col loro nome e cognome, con certi appellativi, che essi prendono o che vengono dati loro, i quali spesso ricordano il luogo preferito di residenza, le qualità morali, il genere di studii, o altro che dir si voglia. Cu-hsi fu dunque detto ancora Thse-yang Sien-shéng, Yun-kuh Lao-jén, Hui-wèng, Hui-ngan, Tun-wéng, Thsang-ceu-Tun-wéng. Nacque il quarto degli anni kien-yen (1130), regnando Kao-tsung de’ Sung nella città di Wu-yüan-Hsien dell’Hui-ngan-kiun in provincia di Kiang-nan: e mori all’età di anni 71, il sesto degli anni khing-yüan (1201), regnando Ning-tsung. Fu investito del titolo di «Signore del reame di Hui», e fu onorato coll’epiteto di Wén-kung «Signore delle Lettere».