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parte seconda 363

essi cadono spesse volte in difetto. Gli antichi savi pertanto fissarono le leggi di questa morale secondo natura; e le fecero apprendere agli altri, sì che non isviassero dal retto; istituendo per tal guisa la Educazione e la Istruzione.

II. «Quel che s’è chiamato il Retto sentiero, e che è la regola per condursi perfettamente, non deve esser mai, nemmeno per un istante, abbandonato: si rischierebbe altrimenti di non rientrarvi forse più. Anzi se per un istante lo si potesse abbandonare, certo non sarebbe proprio il vero sentiero. Laonde il savio, per timore che ciò gli avvenga, si tien sempre in su l’avviso, anche quando non scorge apparenza di pericolo.

«E sollecito eziandio per ogni moto del proprio animo, e per quel che altri non può vedere nè conoscere, non cessa giammai di stare in guardia verso sè stesso.

III. a) «Quando i sentimenti, di cui è capace l’animo, si mantengono tranquilli, e non lo agitano affatto, si dice allora che sono allo stato di Equilibrio. Quando cotali sentimenti equamente e in debito grado si fanno manifesti, si dice che procedono in Armonia.

b) «L’equilibrio è il fondamento dell’universo. L’armonia è la legge che lo governa.

«Solamente in virtù di questo equilibrio e di questa armonia, il cielo e la terra possono esistere; e le infinite specie degli esseri possono vivere».

a) Un commentatore dice: «Quando i sentimenti tacciono affatto, non facendo inclinato l’animo verso cosa alcuna, lo tengono in una quiete perfetta, o, come dice il testo, fermo al suo centro. Queste forze nascoste, e queste capacità non ancora fatte manifeste, sono quelle che compongono propriamente la nostra Natura. Ma nel mondo l’uomo deve pur vivere, e usare perciò delle