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330 parte seconda

erano nell’interno de’ muri delle case. Così avvenne per una copia dello Shu-king, un’altra del Hsiao-king ed una terza del Lun-yü; le quali furono in tal modo nascoste, da alcuni discendenti di Confucio, murandole nelle pareti dell’antica abitazione del Filosofo.1 Caduta la dinastia degli Thsin, i primi imperatori di quella degli Han rivolsero la loro attenzione a ricuperare le produzioni dell’antica letteratura nazionale. Il decreto di Thsin Shih-Huang-ti fu abrogato da Hsiao-hui Huang-ti, secondo imperatore degli Han, nel quarto anno del suo regno (190 av. C.); e da quel tempo, coloro che erano riusciti a salvare alcun testo, e a scampare dalla morte che puniva i disobbedienti all’ordine del sovrano di Thsin, si posero all’opera per ricercar liberamente i loro tesori. Un tal Fu-shéng, letterato, che era riuscito così a campar dal rogo sè e una copia dello Shu-king, o «Libro delle Istorie», pose tutta la sua cura nello studio di quello. Alquanti anni dopo, l’imperatore Hsiao-wén-ti (163-156 av. Cr.), avendo invano fatto ricercare dappertutto un testo di questo libro, venne a sapere di Fu-shéng. Il quale subito ebbe invito di recarsi a corte, per mettere a profitto l’opera sua, e ricuperare in parte col suo aiuto e i suoi studii le Memorie storiche della nazione cinese; ma Fu-shéng, che era vecchio di novant’anni, non potè sodisfare al desiderio del principe. Questi allora gli mandò un messo, perchè scrivesse quel che il letterato diceva



    affari) nei kien». Così dice la prefazione al comento della cronica di Lu. Ora, per kien si vuole intendere una tavoletta di bambù, per thse parecchie di queste tavolette riunite insieme. Sicché pare sì adoprassero i libri dì bambù per conservare memoria delle faccende di maggior conto; mentre le altre si notavano in tavolette sciolte.

  1. Wéh-hsien-thung-khao, lib. clxxvii, fol. 1.