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320 parte seconda

naggio, dove accorrevano i dotti, i grandi e i principi degli Stati vicini; e l’anno 192 av. C., per la prima volta l’imperatore stesso, il fondatore della dinastia degli Han, andò in Lu a offrir sacrifìci sulla tomba del Saggio; e dopo di lui altri di quella e delle altre famiglie reali ne seguirono l’esempio.

I templi si andarono moltiplicando; e circa l’anno 630 d. C. s’incominciarono ad erigerne di struttura particolare; ma sempre annessi ai collegi, alle scuole e ai luoghi, dove facevansi i pubblici esami. Nella sala di questi templi, che si veggono oggi in ogni parte della Cina, sta nel luogo principale una tavoletta col nome e il titolo onorifico del Savio,1 e qualche volta l’imagine stessa;



    pella, o sala principale, è chiamata Ta-chéng tien, o della Gran perfezione. Nel dinanzi c’è il cosi detto «Altare del Susino», in memoria del luogo, dove il Filosofo, dopo le sue passeggiate campestri, soleva sedere; e riposandosi, ascoltare le letture dei discepoli, o cantare accompagnandosi con uno strumento a corda. A destra e a sinistra di esso altare vi sono tre alberi Kwei (Retinisphora obtusa (?)), piantati dalla mano di Confucio stesso. Sono oggi tronchi secchi, contorti come corpi di Draghi: fiorirono chi sa quante volte, ed ora sono tutti rosi dai tarli! Ai lati della cappella principale stanno, da una parte la cappella detta Sse-shui-heu tien, dove si fanno sacrificii a Peh-yü, figliuolo di Confucio; e dall’altra, la cappella detta Yen-kuo-kung tien, dove si onora Tse-sse. Nel di dietro vi sono altre tre cappelle, una consacrata al padre di Confucio, col titolo di Khi-shéng-wang; l’altra alla madre Yen-shih; la terza al Genio del monte Ni-khiu. In fronte all’edificio sono incisi in pietra i decreti principali emanati, in onore del Filosofo, da Cén-tsung dei Sung fino ai Ming». Wa-han-san-sai-tu-ye, lib. lxii, parte i, fol. 33-34.

  1. I Sovrani della Cina solevano onorare la memoria degli illustri estinti con titoli di elogio; o col dir loro signori o duchi; come vien tradotto comunemente la parola Kung, della città o del paese che fu luogo principale delle geste di essi illustri; e in