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introduzione xxxi

sono insite nel cuore dell’uomo; era intenta ad allontanare ogni causa che potesse annientare quei germi, o che togliesse loro la virtù di espandersi, crescere e produrre azioni virtuose: essa insomma cercava di mantenere buona la natura dell’uomo, o di ricondurla alla sua originaria bontà. A tale scopo valeva l’istruzione, destinata a inculcare al popolo l’osservanza di certe virtù e di certi doveri, sui quali è fondata l’edificio sociale della Cina. Chi è ignaro di tali doveri e di tali virtù è un bruto sotto forme umane. «Gli uomini hanno in sè stessi il principio della ragione; ma per quanto essi siano capaci di procacciarsi cibo, vesti e ricovero, se mancano d’istruzione intorno a’ loro doveri, possono scendere al livello delle bestie. Yao e Sciun presero a cuore l’istruzione del popolo; e vi preposero un magistrato, il quale aveva incarico d’insegnare i doveri che incombono all’uomo civile; affinchè si mantenesse costante l’amore tra’ genitori e i figliuoli, l’equità tra’ il principe e il suddito, tra i coniugi il sentimento de’ propri obblighi, tra vecchi e giovani la deferenza, la buona fede tra gli amici».1

Lo scopo della scienza, secondo i libri canonici della Cina, è il perfezionamento di sè stesso: che è dovere sacrosanto d’ognuno, dal Figliuolo


  1. Mencio, lib. iii. par. i. c. 4.