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parte prima 229

tempo, in cui si distingue la vita dell’Universo. I nomi dei Sapla manushi Buddha sono:

1. Vipaçyi, nato in Vindumati nagara;

2. Çikhi, nato in Urna desa;

3. Viçvabhû, nato in Anupamâ desa, di casta kshatrya;

4. Krakucanda, nato in Kshemavati nagara, di casta brâhmana;

5. Kanakamuni, nato in Subhavati nagara, pure di casta brâhmana;

6. Kâçyâpa, nato in Vâranâsi nagara, anche esso brâhmano;

7. Çâkyamuni, nato in Kapilavastu, di casta kshatrya.

Le scritture conservano non solo la storia leggendaria dell’ultimo di questi sette personaggi, ma anche la storia supposta degli altri che lo hanno preceduto. Di più, come ho detto poco fa, alcune di esse scritture, trattando particolarmente del settimo Manushi Buddha, fanno anche la storia dei rinascimenti, ossia Avatâra, che ebbe a subire, prima di venire al mondo come Çâkyamuni. La scala che deve ascendere il Buddha, o l’essere destinato a divenire tale, ha innumerevoli gradini, i quali posson condurre ad acquistare attributi veramente divini: nondimeno questi attributi appartengono sempre a individui soggetti alla nascita e alla morte. I gradi più elevati, a cui conduce la serie degli Avatâra o incarnazione, sono quelli di Arhân, di Bôdhisatva, di Pratyêka, di Çrâvaka Buddha e finalmente quello di Tathâgata o Mahâyânika. Colui che arriva a esser Tathâgata, come vi arrivarono tutti e sette i Manushi Buddha, entra dopo nel Nirvâna e non rinasce più. Gli Avatâra o rinascimenti di Çâkyamuni sono moltissimi; il Lalitavistâra ne conta 501, e secondo altri 550. — Il Jâtaka mâlâ contiene il racconto delle azioni meritorie fatte durante tutte queste incarnazioni; e il Kalpalatâvadâna e il Divyâvadâna narrano la vita menata da Çâkyamuni nel tempo del suo primo Avatâra, e il frutto che colse dalle opere ch’egli fece.

Oltre a questi Manushi Buddha, l’odierno Buddhismo ne ha altri, che sono chiamati Pañca Buddha dhyâni, i quali