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EPIGRAMMI 221

XI
PER LA TOMBA DEL FISIONOMO EUSTENE

È questo il monumento d’Eustène, fisionomo dotto,
     spertissimo a conoscere dal volto i pensamenti.
Detter sepolcro a lui stranïero su estranea terra,
     gli amici, e assai l’amarono anche pei carmi suoi.
Ebbe l’esequie come convengono, il saggio defunto:
     ebbe sebbene povero, chi di lui si curò.


XII
DEMOMELETE DEDICA A BACCO UN TRIPODE
E UNA STATUA


Memomelète il corègo, che il tripode a te, che l’effige
     tua consacrò, Dïòniso, dei Numi il piú soave,
in tutto era modesto, sapea ciò ch’è bello e opportuno;
     e con un coro d’uomini conseguí la vittoria.


XIII
SU UNA STATUA D’AFRODITE URANIA

Cípride questa non è Pandemïa; placa la Diva,
     chiamandola Celeste, rampollo de la casta
Crisògona, che sposa fu d’Ànficlo, e visse con lui,
     e n’ebbe figli. E, sempre da te, Diva, gli auspici
prendendo, ogni anno piú prosperavan: ché quanti mortali
     han cura dei Celesti, sorte han migliore anch’essi.