Pagina:Iacopone da Todi – Le Laude, 1930 – BEIC 1854317.djvu/92


Con grande piacemento — facciogli perdonanza,
rendogli l’ornamento, — donoglie mie amistanza;
de tutta sua fallanza — si me serò scordato. —
— O alma peccatrice, — sposa del gran marito,
co iaci en está fece — lo tuo volto polito?
35 co se’da lui fugito — tanto amor t’ha portato? —
— Pensando nel suo amore — si so morta e confusa:
poseme en grande onore, — or en que so retrusa!
O morte dolorusa, — co m’hai circundato! —
— O peccatrice engrata, — retorna al tuo signore;
non esser desperata — ca per te muor d’amore:
41 pensa nel suo dolore — co l’hai cl’amor piagato. —
— Io aggio tanto offeso, — forsa non m’arvorria:
aggiol morto e conquiso; — trista la vita mia!
Non saccio ove me sia, — si m’ha d’amor legato. —
— Non aver dubitanza — de la recezione;
non far piú demoranza, — non hai nulla cagione:
47 dame tua entenzione — con pianto amaricato. —
— O Cristo pietoso, — ove te trovo, amore?
non esser piú nascoso, — ché moio a gran dolore.
Chi vide el mio signore? — narrel chi l’ha trovato. —
— O alma, noi el trovammo — su nella croce appiso;
morto lo ce lassamo — tutto battuto e alliso:
53 per te a morire s’è miso, — caro t’ha comparato! —
— Ed io comenzo el corrotto — d’un acuto dolore:
amore, e chi t’ha morto? — se’morto per mio amore;
o enebriato amore, — ov’hai Cristo empicato? —